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Messene

Policaone, figlio minore di Lelege, poiché il regno spettò al fratello maggiore, rimase un privato cittadino fino a che non prese in moglie Messene, figlia del re di Argo, Triopa. Messene, orgogliosa per via del ricco e potente padre, ritenendo poco decoroso essere sposa di un semplice cittadino, raccolse quindi un esercito da Argo e uno da Sparta e si trasferì con il marito. La terra in cui andarono a vivere fu chiamata Messenia in suo onore. Vennero fondate varie città e, dopo la battaglia di Leuttra che vide antagonisti Tebani e Spartani, venne fondata ai piedi dell'Itome la città di Messene.

Posta nel Peloponneso a ca. 30 Km dall'aeroporto di Kalamáta.

La città di Messene fu fondata nel 369 a.C. da Epaminonda come nuova capitale della Messenia dopo la liberazione dal dominio Spartano.

La città si erge strategicamente alle pendici del monte Itome; già dal periodo arcaico i messeni usarono il monte Itome sia come centro religioso che come rifugio dagli aggressori.

Nel IV secolo a.C. a sua difesa furono edificate delle straordinarie mura fortificate (ancora oggi parzialmente visibili, altra foto) lunghe circa 9 Km, spesse 2.5 m. per un'altezza di circa 4.5 m., dotate di 4 porte (guarda la foto 1 e la foto 2) d'accesso e di ben 30 torri di guardia (vedi foto) (Visualizza con Google le mura), divenendo una delle città meglio fortificate.

All'interno della cinta muraria sorgevano il santuario di Asclepio, il teatro, lo stadio, gli uffici pubblici e l'acropoli.

Sopravvissuta agli assedi del 220, 214, 202, e 182 a.C. La città non fu mai politicamente potente, ma rimase prospera e continuò ad essere abitata almeno fino al V° secolo d.C.

Nella sua storia Messene aderì per poi abbandonare diverse leghe finché, nel 146 a.C. divenne definitivamente parte della provincia romana della Macedonia.

Curiosità: Le mura furono costruite e completate in solo 85 giorni. Ed ancora oggi le automobili le attraversano per i vari spostamenti.

Miti correlati:

1) Ida in questa città, si scontrò con Apollo per la mano di Marpessa. Mentre combattevano per averla, Zeus interruppe il loro duello, e impose alla vergine di scegliere lei quello che voleva per sposo: e Marpessa, temendo che, nel diventar vecchia, Apollo l'avrebbe abbandonata, preferì Ida al dio.

2) Neleo figlio di Poseidone e della ninfa Tiro, fratello di Pelia al quale contese invano il regno di Iolco, dovendo andare in esilio si recò in questa città da dove si mosse per fondare la città di Pilo.

3) Melampo visse a lungo a Messene; ma un giorno le donne di Argo furono fatte impazzire da Dioniso, e Melampo accettò di guarirle in cambio di una parte di regno: così andò, e Melampo si stabilì in quella regione, insieme al fratello Biante.

4) Periere occupò il territorio di Messene e sposò Gorgofone, figlia di Perseo, dalla quale ebbe i figli Afareo, Leucippo, Tindareo e Icario.

5) Legata anche al miti degli Eraclidi che dopo essersi impadroniti del Peloponneso, innalzarono tre altari a Zeus Patrio, vi compirono dei sacrifici, e poi si divisero le varie città. La prima a dover essere assegnata era Argo, la seconda Lacedemone, e la terza Messene. Fecero portare un'urna piena d'acqua, e decisero che ognuno doveva gettarvi dentro il suo sassolino di riconoscimento, per estrarre a sorte. Temeno e i due figli di Aristodemo - Procle e Euristene - vi gettarono dei sassi, ma Cresfonte, che voleva ottenere Messene, vi gettò una palla di terra. Questa nell'acqua si dissolse, e i due sassolini rimasero nascosti. Il primo a essere estratto fu quello di Temeno, poi quello dei figli di Aristodemo: così Cresfonte poté avere Messene. E sugli altari del sacrificio trovarono questi segni: quelli che avevano avuto Argo un rospo, quelli che avevano avuto Lacedemone un serpente, e quelli che avevano avuto Messene una volpe. E di questi segni gli indovini dissero che chi aveva trovato il rospo era meglio che restasse in città (perché questo animale non ha la forza di camminare molto); chi aveva trovato il serpente, invece, sarebbe stato terribile nelle sue incursioni; e chi aveva trovato la volpe, infine, sarebbe stato un grande ingannatore. Anche Cresfonte regnava da poco tempo su Messene, quando venne ucciso dai suoi due figli. Polifonte, l'ultimo rimasto degli Eraclidi, salì sul trono, e volle sposare la vedova del sovrano assassinato, Merope, contro il suo desiderio: e fu ucciso anche lui. Merope, infatti, aveva un terzo figlio, di nome Epito, che veniva allevato presso il padre di lei. Quando fu cresciuto, rientrò di nascosto in città, uccise Polifonte e riconquistò il trono paterno.

6) I Dioscuri rapirono le figlie di Leucippo re di Messene.

7) Un mito racconta che sulla strada per Messene esisteva un piccolo tempio dedicato alle Μανιατ (follie - Erinni) demoni locali connessi con la guarigione di Oreste: si narrava che Oreste, in un attacco di follia, vi si fosse tranciato un dito con un morso; sembra che lì vicino esistesse un luogo, poi chiamato Aκη (cura) dove le Erinni, che perseguitavano Oreste apparendogli nere quando era in preda al delirio, dopo che si fu privato del suo dito gli apparvero bianche: da allora egli fu risanato.