VELLO D'ORO

χρύσειον, era la pelle dell'ariete nato da Teofane e da Poseidone, donato poi da Ermes a Nefele, moglie di Atamante e madre di Frisso e di Elle.

Quando per gli intrighi di Ino i due ragazzi dovettero essere sacrificati, la madre li fece fuggire in groppa al sacro animale; durante il viaggio Elle cadde e morì nel mare che da allora ne porta il nome (Ellesponto), ma Frisso giunse in Asia Minore dove sacrificò il montone a Zeus.

Il vello, che arrecava ricchezza e potenza a chi lo possedeva, fu donato a Eeta re di Colchide, e appeso a una quercia del bosco sacro di Ares, sorvegliato notte e giorno da un dragone.

Proprio per riportare in Grecia questo prezioso cimelio fu organizzata la spedizione di Giasone e degli Argonauti.

VÈNTI

Fontana di Eolo con i Venti
Fontana di Eolo con i Venti

ἄνεμοι, figli di Urano e di Gea, o di Eos e Astreo. Erano sotto il dominio di Eolo loro re. Il loro regno era ubicato a Lipari dove Eolo teneva i Vènti racchiusi in una caverna, dopo che avevano arrecato grandi danni alla Sicilia staccandola dal continente. Erano invece figli di Tifone i venti contrari alla navigazione e i venti di tempesta.

Aurora partorí i venti gagliardi ad Astrèo,
Zefiro serenatore, veloce nei tramiti Bora,
e Noto: con un Dio si fuse ella, Diva fulgente.
E dopo loro, un astro, Eòsforo, a luce essa diede,
e le lucenti Stelle, che sono corona del cielo
(Esiodo, Teogonia).

Origine della via lattea
Origine della via lattea

VIA LATTEA

βρᾰχῠμέρεια νεφελοειδής, striscia bianca sfumata, costituita da milioni di stelle: nelle notti serene si presenta come una fascia di nubi luminose. Il mito dice che siffatta bianchezza luminosa è il latte che sgorgò dalle mammelle di Era, allorché allattò Eracle ritrovato da lei in un campo, dove lo aveva lasciato Alcmena sua madre.

Secondo un'altra versione, la Via Lattea era stata creata dalla folle corsa di Fetonte (poi mutato nella costellazione dell'Auriga) nel cielo secondo le dottrine pitagoriche.

VITTIME

θύσιμον, erano dette vittime gli animali destinati ai sacrifici. Ogni divinità aveva le sue vittime diverse, ed erano scelte fra le più belle. Il nome di vittima era dato solamente agli oggetti vivi ed agli animali grossi.