Mitologia e... Dintorni

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Introduzione al paganesimo russo

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In questa pagina ho il piacere di presentare con parole dell'autore il nuovo lavoro sul paganesimo russo di Aldo Marturano.

Introduzione al paganesimo russo

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Alla fine del mio corso su POPOLI E CULTURA SLAVA (come io stesso l'avevo intitolato) tenuto nell'anno accademico 2008-2009 all' Università 2000 di Cassina de' Pecchi, ho sentito la necessità di mettere a disposizione dei miei discenti un saggio pratico, accessibile e chiaro sulla religione pagana russa e il suo rapporto col Cristianesimo.

Un primo timido approccio con questo argomento l'avevo fatto con Vita di Smierd nel 2007 che adesso però trovavo carente e pieno di errori. Così ho deciso! Ho rivedute le conferenze, le ho corrette e le ho accostate l'una all'altra e ne è nato un primo libretto sul Paganesimo Russo come sempre diretto verso un pubblico assolutamente non specialista, ma curioso e interessato alla storia europea in tutte le sue sfaccettature.

L'argomento è vastissimo e complicatissimo e l'indagine, da me iniziata peraltro molti anni fa, mi ha richiesto nuove messe a fuoco su varie questioni concettuali oltre ad una scelta più accurata dei testi dei vari autori che se ne sono occupati (quasi tutti di lingua russa e tedesca, per quanto riguarda il lato russo-slavo) ed ora debbo confessare che ne è valsa la pena.

Naturalmente ho omesso qualsiasi discussione sulle fonti primarie non solo perché sono pochissime, ma perché non sono nemmeno molto affidabili dal punto di vista filologico. La questione resta oggi farraginosa e aspra pure a causa di lavori che si stampano a tutto spiano da noi e all'estero i cui gli autori tendono all'unico scopo di rifondare un Paganesimo-movimento-religioso nuovo sulla base del poco che si sa dell'antico! Erbari, istruzioni per sortilegi, scongiuri. Insomma nei titoli c'è di tutto, ma sono inservibili in un proposito di ricostruzione storica!

Ciononostante qualche libro puntuale sull'argomento Chiesa Cattolica e la sua lotta contro il Paganesimo l'ho trovato e mi ha evidenziato bene il pesantissimo ruolo del proselitismo cristiano durante il Medioevo, il cattolico molto più invasivo e meglio armato di quello ortodosso. Ho letto i reboanti e continui proclami della sede papale che mise insieme eserciti santi per ottenebrare il Paganesimo nordico ossia per combattere e vincere ogni altra fede tradizionale non cattolica, non accettando e impedendo che questa potesse alle volte osar competere nella tenzone sia intellettuale sia materiale col pensiero cristiano. Ho pure notato che, a dispetto delle attuali pretese cattoliche di reclamare per Roma l'alto rango di unica custode delle radici cristiane europee, in Italia nel rigurgito pagano di alcuni anni fa (a parte il Rinascimento!) si legalizzarono maghi e stregoni con una tiepidissima reazione romana. Si riconobbero culti esoterici e si lasciarono liberi di agire miracolosi guaritori con patenti e diplomi in qualche modo ufficiali. E qui esiste un problema intrinseco (forse italiano, ma non tanto) dell'essere stati convinti già nei banchi di scuola che i concetti di dio, religione e sim. sono assoluti e indiscutibili. come fissati dall'autorità cattolica! Qualsiasi idea diversa o, peggio che mai, contraria deve essere considerata aliena e ostile, intellettualmente e culturalmente inferiore. Ecco perché idolatra, pagano, politeista, animista, non credente etc. sono termini che, proprio in italiano, portano con sé forti negatività e sviano ogni serena ricerca sul Paganesimo.

Nello specifico poi (Roma è la sede centrale cristiana più potente del mondo) ci vuol coraggio nel porre Paganesimo e Cristianesimo, religione del Diavolo e religione di Dio, sullo stesso piano paritario in un testo come questo, ma le nuove verità emerse recentemente nella ricerca storica protestante sul pensiero cristiano medievale non possono essere più taciute.

A parte ciò il lavoro presente resta un tentativo di cimentarmi con l'Antropologia Etnostorica nello sforzo di ricostruire eventi culturali del passato che di documentato hanno pochissimo. Di conseguenza il lettore troverà molte ipotesi sulle credenze che circolavano nel mondo slavo nel periodo che va fra l'apparizione di queste genti nella storia scritta e l'introduzione del Cristianesimo nel primo stato russo alla fine del X sec. d.C. Tenga sempre presente che esse sono dei percorsi culturali ideali basati su materiale a disposizione scarso e servono soltanto a dare un'idea delle radici molteplici della variegatissima cultura tradizionale del quale ogni russo d'oggi crede di essere erede.

E allora perché Paganesimo russo? I motivi sono semplici: I popoli della Pianura Russa furono gli ultimi ad essere cristianizzati in Europa e il Paganesimo quindi visse più a lungo che altrove! Di conseguenza ci si può illudere di studiarlo come un evento esauritosi non molto tempo fa e la cui memoria potrebbe essere più fresca di altre! Tanto è vero che nel mondo slavo d'oggi le antiche feste agricole sono rivissute con gran divertimento in Ucraina e nel nord russo o persino nella bigotta Polonia accompagnate da una entusiastica resurrezione pagana. Persino fra i finnici e i baltici, forse un po' con troppa fantasia, avviene la stessa cosa certamente con una gran voglia di esprimere così un nazionalismo a volte becero. È notevole pure che fra i popoli dell'Asia Centrale dopo il collasso dell'URSS e dell' ateismo di stato sovietico di settant'anni le genti siberiane e centro-asiatiche mantenutesi in superficie buddiste o musulmane riscoprono lo sciamanesimo buriato o le vecchie credenze delle steppe. Ancora una volta sorge il desiderio di ritornare ai vecchi modi tradizionali e all'orgoglio di guardare al mondo senza dover passare per forza attraverso la mediazione delle religioni importate o di poteri politici ideologizzati e alieni. In questo guazzabuglio di sentimenti tuttavia risuonano pacate, ma pesanti, le parole del sociobiologo E.O. Wilson sulla religione: Il paradosso incrollabile della religione è che, sebbene molto della sua sostanza sia dimostrabile come falso, pure rimane una forza di comando in tutte le società. Gli uomini vogliono più credere che sapere, avere il niente come scopo, come disse Nietzsche che non aveva nessuno scopo a dirlo. Che dire? Possiamo essere d'accordo? Almeno chiediamocelo.

D'altronde, se nel nord le credenze pagane tornano alla ribalta, ciò è il giusto seguito dell'attuale vacuità di un materiale ideologico stantio delle religioni monoteistiche che affannosamente s'affidano a mitologie in declino e riescono a sopravvivere solo servendosi di estremismi d'ogni tipo!

Ho diviso il mio lavoro in due parti: Una prima analisi (per quanto possibile attenta) sulla natura del Paganesimo e sulla sua presenza nella compagine slava europea, il presente lavoro, e poi in un secondo libretto ho svolto alcune topiche specifiche per le Terre Russe.

Debbo avvertire il lettore che l'aggettivo russo che incontrerà molto spesso, non ha molta attinenza con una nazionalità ben definita, ma indica genericamente un abitante slavo (o assimilato) delle Terre Russe. E aggiungo che la parola russa per Paganesimo è JAZYC'ESTVO traducibile con appartenenza ad un certo popolo nel senso che chi lo pratica non appartiene al popolo russo santo e cristianizzato. Un'accezione semanticamente molto più allargata di PAGANUS e nemmeno così negativa! La parola russa è dell'XI sec. e si rifà alla divisione dei popoli riconoscibili per le diverse lingue nella leggenda biblica della Torre di Babele e resta l'implicita antica testimonianza della composizione multietnica delle Terre Russe che né la prima centrale cristiana di Kiev né quella di Mosca seppe eliminare, rassegnandosi alla fine ad accettare la convivenza fra Cristianesimo e Paganesimo nella cosiddetta doppia-fede, in russo, dvojeverje.

Breve biografia di Aldo Marturano

Nato a Taranto, ha concluso i suoi studi in Germania. Giramondo, poliglotta e curioso ha cominciato i suoi studi di storia russa a Mosca all'Istituto Pusc'kin e dopo il primo concorso vinto col suo primo lavoro pubblicato OLGA LA RUSSA, ha deciso di dedicarsi a questa parte di storia europea, ahimè, ignorata dall'editoria italiana, e ha cominciato a pubblicare articoli e libri su Internet e con vari editori. Sono suoi ANDREA DEVE MORIRE, L'ULTIMO AMORE DI NOVGOROD (un romanzo storico), L'OMBRA DEI TARTARI, LA BADESSA DELLE PALUDI (encomiato da S.S. Filarete, Esarca della Bielorussia), CRISTO E LA MAFIA DEI RUS', MESCEKH IL PAESE DEGLI EBREI DIMENTICATI, STORIE DI CAVALIERI E DI LITUANI, PIAN DELLE BECCACCE (elogiato dal defunto S.S. Alessio II, Patriarca di tutta la Russia), E' CADUTA LA REPUBBLICA, E' TRAMONTATO UN SOLE SULLA TERRA RUSSA, RASDRABLENIE, VITA DI SMIERD, MAI PIU' UNA QUARTA ROMA (dedicato al prossimo anniversario dello stato russo del 2012) e con la MJM Editore:

MJM editore

IL CAVALIERE RUSSO
L'ORO DI NOVGOROD
ARCIVESCOVI O MERCANTI
QUELLA CAMPANA NON SUONERA' PIU'.
Su Internet lo trovate in vari siti. Il presente libro è il primo di due cicli di conferenze sul Paganesimo Russo, credenze, superstizioni, religioni